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Assurdo
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Il termine mwbaassurdo (dal latino mwbqabsurdus, col significato di "stonato", derivato da mwbgsurdus, mwbwsordocite-ref-1[1] o da mwdaabsŭrdu(m), col significato di "dissonante"cite-ref-2[2]), indica tutto ciò che è contrario alla logica, contraddittorio o che appare inconcepibile

Contents

Note

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Storia del concetto

Nell'antichità

L'assurdo è stato oggetto della storia del mwfqpensiero in varie forme: con mwfgParmenide, nella mwfwfilosofia del linguaggio, quando mette in evidenza l'assurdità di certe espressioni linguistiche che pure il senso comune adopera normalmente come sensate. Infatti è logico pensare che nominare una cosa che non abbia realtà sia un assurdo eppure, ad esempio, noi parliamo sia di luce che di buio non riflettendo sul fatto che il buio sia un'assenza di realtà, una mancanza della realtà della luce, quindi un non essere che non esiste e che non può essere pensato poiché solo l'essere è.

«Orbene io ti dirò, e tu ascolta accuratamente il discorso, quali sono le vie di ricerca che sole sono da pensare: l'una che "è" e che non è possibile che non sia, e questo è il sentiero della Persuasione (infatti segue la Verità); l'altra che "non è" e che è necessario che non sia, e io ti dico che questo è un sentiero del tutto inaccessibile: infatti non potresti avere cognizione di ciò che non è (poiché non è possibile), né potresti esprimerlo... Infatti lo stesso è pensare ed essere.

»

Anche nella tradizione mwhgesoterica della mwhwmistica mwiaebraica sviluppatasi in mwiqEuropa a partire dal mwigVII-mwiwVIII secolo.cite-ref-4[4] compare nella mwkaCabala la considerazione dell'assurdo di fronte all'impossibilità di raggiungere la verità con la ragione.

«[...] quanto più queste soluzioni sono incomprensibili tanto più alto è il loro rango, finché tu giungi all'attività di una forza che non sottostà più al tuo controllo ma piuttosto è essa stessa che tiene sotto controllo il tuo intelletto e il tuo pensiero.

»

La riflessione sull'assurdo porta il mwlwpensiero rinascimentale alla convinzione che sia possibile il disvelamento dei segreti della natura, del mistero, l'apparente assurdo, incomprensibile agli occhi dei profani appare chiaro ai veri sapienti: la cabala, l'mwmaars inveniendi, la mwmqlingua sapienziale, la mwmggematria, sono gli strumenti di quei poteri magici che permettono all'uomo di dominare l'assurdo.

L'irrazionalismo

L'assurdo non implica la non esistenza: infatti può rappresentare una realtà costituita da riflessioni e sentimenti che incidono pesantemente sul senso del vivere e della realtà, così come è stato evidenziato dalle cosiddette "filosofie dell'assurdo" che criticano la caoticità e l'assenza di senso e quindi l'irrazionalità della vita stessa.cite-ref-6[6]

La considerazione dell'assurdo costituisce l'argomento fondamentale dell'mwogirrazionalismo mwowontologico che va distinto da quello mwpagnoseologico: questo infatti giudica la complessità della realtà tale da sfuggire alla conoscenza razionale per cui bisogna affidarsi all'mwpqintuizione o alla mwpgfede o ad altre forme immediate, dirette, di conoscenza; quello ontologico, invece, considera la realtà stessa nella sua essenza irrazionale e la vita dell'uomo dominata dal mwpwcaso, dall'imprevedibilità da quell'assurdo che è espressione della crisi del mondo attuale.

L'accettazione dell'assurdo dell'esistenza ha comportato pesanti conseguenze nel pensiero del secolo XX:

• la negazione della validità del pensiero scientifico, logico e storico come interpretazioni della realtà;
• il rifiuto di tutti i valori legati alla tradizione politica, morale e religiosa:
• la ricerca di nuovi valori da sostituire ai precedenti.cite-ref-7[7]

Un irrazionalismo ontologico, che coinvolge anche la gnoseologia cite-ref-8[8], è quello della "filosofia dell'assurdo" di mwtgGiuseppe Rensi cite-ref-9[9] che partendo da una sua personale convinzione «che è insieme assunto teorico e doloroso precipitato della sua esperienza personale: la persuasione amarissima e al tempo stesso sbandierata e assaporata con acido compiacimento che il mondo e la realtà siano intrinsecamente dis-ordinati, costitutivamente sconvolti e stravolti, infettati mwuwradicitus da un male che è anzitutto irrazionalità e quasi derisoria assurdità.» cite-ref-10[10]

Nella letteratura

Nella letteratura l'assurdo è stato usato con contrastanti significati: mwwgSartre e mwwwCamus ad esempio, nei loro romanzi e opere teatrali hanno trattato dell'assurdo implicito nell'esistenza dell'uomo in forme letterarie classiche, non diverse da quelle utilizzate da altri autori: la loro, e fra questi anche mwxaJames Joyce e mwxqFranz Kafka cite-ref-11[11], è una trattazione logica dall'esterno dell'assurdo.

Nell'opera di mwywEugène Ionesco e mwzaSamuel Beckett, invece, l'autore si cala all'interno dell'assurdità, «la riflessione è montata con la forma» cite-ref-12[12] annullando così ogni tentativo logico di comprensione per cui al lettore non rimane che accettare interamente il non-senso.

L'assurdo comico inteso come riferimento artistico del rifiuto del reale e come capacità di "giocare" col linguaggio per creare situazioni surreali paradossali ha trovato corrispondenza in diversi autori come mwagLewis Carroll che, pur esperto di logica e matematica cite-ref-13[13], con il romanzo mwbwmwcaAttraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò (1871), fa una parodia della logica divertendosi a capovolgere ogni senso comune della realtà.cite-ref-14[14]. Fra gli autori che hanno apertamente dichiarato di considerare mwdqAlice una fonte di ispirazione per le loro opere si possono ricordare James Joyce e mwdgJorge Luis Borges

In Italia, massimo rappresentante dell'assurdo comico è mweaDario Fo il cui «moralismo, capace di autentica indignazione, è comunque travestito di regola nelle forme del grottesco, del paradosso, dell'assurdo.» cite-ref-15[15]

Nel folclore

Nella cittadina italiana di mwfwCastelvetro di Modena, ogni due anni, a giugno, si tiene il "Mercurdo", la sagra dell'assurdo, con spettacoli e musei aperti con il tema dell'assurdità.cite-ref-16[16]

Note

cite-note-11. mwigassurdo, mwiwmwjaVocabolario Treccani on line, mwjqIstituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
cite-note-22. mwkqmwkgmwkwGarzanti linguistica, su mwlagarzantilinguistica.it.
cite-note-31. Parmenide, mwmaIl poema sulla natura, o Della natura; frammenti II, III
cite-note-44. mwngGershom Scholem, mwnwMajor Trends in Jewish Mysticism, Schocken Books (1995), VI Lezione, pp.119-126.
cite-note-52. mwowGershom Scholem, mwpaLe grandi correnti della mistica ebraica, Einaudi, 1997 in Angela Cerinotti, mwpqEbrei, Giunti Editore, 2003 p.69
cite-note-66. Maurizio Pancaldi, Mario Trombino, Maurizio Villani, mwqqAtlante della filosofia: gli autori e le scuole, le parole, le opere, Hoepli editore, 2006, p.461
cite-note-77. Ubaldo Nicola, mwrqAtlante illustrato di Filosofia, Giunti Editore, 1999, pp.460-461
cite-note-88. Per esempio, mwsqGiuseppe Rensi ha sostenuto che siccome la filosofia ha una storia che si snoda nel tempo, ciò significa che un pensiero vero e unico non può esistere e che perciò nel suo procedere ed evolvere la speculazione filosofica nega continuamente sé stessa (In mwsgFilosofico.net)
cite-note-99. mwtgGiuseppe Rensi, mwtwmwuaLa filosofia dell'assurdo,ed. Adelphi, Milano 1991
cite-note-1010. Marco Fortunato in mwvaGiuseppe Rensi, mwvqFrammenti di una filosofia dell'errore e del dolore, del male e della morte, Orthotes editrice, 2011, p. 10
cite-note-1111. mwwqGong Yan-li, mwwgOn the Absurdity of Kafka's Works from Transformer, in mwwwJournal of Yunyang Teachers College, 2008.
cite-note-1212. mwxwTheodor Wiesengrund Adorno, mwyaTrying to Understand Endgame (Un tentativo di interpretazione di "Finale di partita") [1961], mwyqThe New German Critique, no. 26, (Spring-Summer 1982) pp.mwyg 119–50. In mwywThe Adorno Reader ed. Brian O'Connor. Blackwell Publishers. 2000; trad. italiana di Giacomo Manzoni, in Samuel Beckett, mwzaTeatro completo, cit., pp.mwzq 658–94 e in Sergio Colomba (a cura di), mwzgLe ceneri della commedia, Bulzoni, Roma 1997, pp.mwzw 15–56
cite-note-1313. Produzione meno nota di Carroll è, certamente, quella che riguarda la sua passione per la mw0wlogica e per la mw1amatematica. Con il suo vero nome fece pubblicare una serie di trattati di logica di cui si ricordano, tra gli altri, mw1qmw1gEuclide e i suoi rivali moderni (mw1w1879), mw2aIl gioco della logica (1887), mw2qChe cosa disse mw2gla tartaruga ad Achille (1894) e mw2wLa logica simbolica, pubblicato nel 1894.
cite-note-1414. mw3w(mw4amw4qEN) Harry Levin, mw4gWonderland Revisited (mw4wabstract), in mw5amw5qThe Kenyon Review, vol.mw5g 27, n.mw5w 4, autunno 1965, pp.mw6a 591-616.
cite-note-1515. Marina Cappa, Roberto Nepoti, mw7qDario Fo, Gremese Editore, 1997, p.12
cite-note-1616. mw8qhttps://www.mercurdo.it/

Bibliografia

• Francesco Berto, mw9qTeorie dell'assurdo: i rivali del principio di non-contraddizione, Roma, Carocci, 2006

Voci correlate

• mw-wNonsenso
• mw-qLogica

Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itassurdo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) absurdity, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereftreccani-assurdoAssurdo, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.